Profughi ucraini a Como: l’operatrice Ilaria: «Sorpresi dalla grande accoglienza spontanea»

28 aprile 2022 – Continua ogni giorno a ritmo costante l’accoglienza nella città di Como e nei comuni limitrofi dei profughi ucraini in fuga dalla guerra.
Dai primi di marzo a oggi (28 aprile) le accoglienze direttamente coordinate dalla Caritas diocesana sono state 49 (in prevalenza donne e minori).
Di queste, 25 persone sono state finora temporaneamente accolte a Casa Nazareth, che è diventata un vero e proprio hub di prima accoglienza, soprattutto per i nuclei familiari più vulnerabili e senza sostegni sul territorio, nell’attesa di procedere a un successivo collocamento dei profughi negli appartamenti messi a disposizione da privati, associazioni e parrocchie. Nella struttura di via L. Guanella, dove si trova la mensa di solidarietà, sono state allestite 7 stanze da letto e un locale a uso cucina (per la colazione mattutina), per ospitare complessivamente 16 persone (in prevalenza nuclei famigliari).
A questi bisogna aggiungere altre 24 persone, sempre seguite dalla Caritas, e che sono state accolte in comunità parrocchiali ed enti religiosi, famiglie (privati) e associazioni del territorio.

È inoltre importante segnalare come Porta Aperta, il coordinamento dei servizi per la grave marginalità di viale Varese, abbia attivato uno specifico sportello dedicato proprio all’ascolto e all’orientamento dei profughi arrivati sul territorio e delle famiglie che se ne sono fatti carico.
Come mostrano i dati della Prefettura, infatti, anche nel Comasco oltre il 98% delle accoglienze avviene al di fuori del sistema istituzionale, ma non sempre chi ha accolto (siano essi italiani o ucraini che ospitano proprio connazionali) ha le conoscenze per districarsi nella burocrazia soprattutto per quanto riguarda i documenti.

«Il ruolo della Caritas diocesana – spiega l’operatrice Ilaria De Battisti, che da circa un mese è impegnata nell’accoglienza sul territorio – è soprattutto quello di fare da ponte tra le diverse realtà, cercando da una parte di accompagnare chi arriva a inserirsi in un contesto nuovo e, dall’altro, stando al fianco di chi accoglie perché non si senta solo e venga sostenuto in una sfida bellissima, ma non certo facile».

Sono davvero tante le famiglie che hanno contattato la Caritas dando la loro disponibilità all’accoglienza e solo una parte di loro ha, al momento, effettivamente accolto. «Ogni accoglienza – prosegue l’operatrice Caritas – è preceduta da un delicato lavoro per cercare di trovare la combinazione giusta tra esigenze di chi viene accolto e di chi accoglie».
In questo lavoro si deve ovviamente tenere conto degli spazi a disposizione (in rapporto ai bisogni del nucleo familiare) e del luogo in cui si trovano. Perché un’accoglienza non si improvvisa soprattutto se dovrà durare nel medio e lungo periodo. «È però davvero commovente vedere l’entusiasmo e la disponibilità con cui tante persone si stanno mettendo in gioco. Una vera sorpresa», conclude De Battisti.

(Nella foto, uno scorcio di Casa Nazareth dove sono accolte temporaneamente alcune famiglie di profughi)

 

AGGIORNAMENTO DATI DELL’ACCOGLIENZA
COORDINATA DALLA CARITAS AL 10 MAGGIO 2022


51
 
persone accolte a Como e dintorni;
28 persone (in prevalenza famiglie) complessivamente transitate (e/o accolte) a Casa Nazareth;
15 persone presenti a oggi a Casa Nazareth;
36 persone accolte da privati (singoli e famiglie), enti religiosi, parrocchie e associazioni

 

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