Volontariato? Per Carità!

19 settembre 2011 – L’invito che la Caritas Diocesana fa per cercare dei nuovi volontari da inserire nei servizi di volontariato esistenti in città, non è solo funzionale alla vita dei servizi, ma vuole essere una occasione che la Caritas da a tutte le persone di buona volontà di poter donare a chi ha bisogno tempo, competenza ma soprattutto amicizia.

La caratteristica iniziale che si chiede per poter iniziare un percorso di volontariato è quella della curiosità che ti attira dove c’è la gente dove sta succedendo qualcosa di diverso dal solito quotidiano, curiosità che fa approcciare alle persone, alle situazioni, senza pregiudizi, senza preconcetti ansiosi solo di capire di conoscere

Dopo questa conoscenza è importante compiere un ulteriore passo, quello del farsi carico e questo passaggio non è sempre così immediato, così spontaneo, perché la povertà  puzza è fastidiosa nelle sue richieste e se affrontata ci fa correre il rischio di mettere in forse le nostre presunte certezze  che a fatica pensiamo di avere conquistato.

Per vivere bene questi due atteggiamenti, quello della curiosità e quello del farsi carico, ci può aiutare un brano del Vangelo di Luca (Lc 23,26) .

Questo brano di Vangelo ci dice che Simone di Cirene  era un uomo curioso e per curiosità si è avvicinato al tumulto della folla che accompagnava al patibolo un condannato a morte, questo suo avvicinarsi ha fatto si che i soldati romani lo obbligassero a prendere la croce che il condannato non era più in grado di portare, Simone suo malgrado si è trovato al centro di quella vicenda, ha avuto la possibilità di riconoscere Cristo e la sua storia.

Penso che la conversione di Simone sia passata veramente attraverso questa presa in carico di una responsabilità non sua che ha vissuto suo malgrado  non in modo passivo ma da protagonista.

Anche ai giorni nostri se vogliamo vivere seriamente un servizio di volontariato dobbiamo prendere esempio da Simone, deve crescere in noi la curiosità perché nella nostra città c’è tanto da scoprire, c’è tanto da accogliere, ci sono tante situazioni da prendere in carico.

C’è una altra dimensione che ritengo importante per chi vuole incominciar questo cammino di volontariato, la proposta che la Caritas fa  è quella di vivere una dimensione di carità cristiana, che non vuol dire compiere delle azioni diverse da chi vive una qualsiasi azione di volontariato, ma di riempirle del contenuto proprio della nostra fede.

Cerchiamo allora di capire quale è il proprio della nostra fede e come poi lo possiamo tradurre in carità.

Mi piace paragonare la carità ad una sinfonia musicale che è composta da vari movimenti ed è eseguita da diversi strumenti ognuno dei quali ha il suo timbro.

Questo assieme di suoni e di movimenti diversi può diventare sinfonia solo se ha la capacità di sviluppare un tema preciso che da un senso compiuto e rende armonici tutti questi tempi e suoni diversi.

Il tema che ci permette di eseguire la sinfonia della carità è quello dell’amore che viene da Dio, perché Dio è amore  e la sua esecuzione è compito dell’uomo con le sue diverse caratteristiche, con le sue diversità che diventano unità nella misura in cui ognuno di noi si sveste dei propri protagonismi e attraverso il proprio servizio, la propria vita ha la capacità di trasmettere di rendere visibile quell’amore che  Dio ha donato a tutti gli uomini ma in modo speciale agli ultimi, a chi ha  più bisogno.

La carità allora non può essere solo teoria, non si può limitare solo a cose che si danno, la Carità è realizzare è rendere visibile l’amore di Dio per tutti gli uomini attraverso la nostra vita vissuta in un cammino comunitario di fede e di approfondimento della Parola, e attraverso un nostro inserimento pieno nella storia degli uomini.

Auspico che davvero chi vuole intraprendere un cammino di volontariato tenga conto di queste caratteristiche e viva il suo servizio agli uomini in difficoltà come momento alto della  vita della  Chiesa, dove attraverso la carità vissuta si incarna l’insegnamento del Vangelo e ci si educa reciprocamente a viverlo e a condividerlo con gli altri.

Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como