Il Centro diurno “L’Incontro” di via Giovio a Como riapre con una marcia in più

05 agosto 2021- Il 28 luglio scorso il Centro diurno “L’incontro” di via Giovio 42 Como, gestito dalla Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio onlus, ha riaperto ufficialmente i battenti e lo ha fatto con una marcia in più: gli orari di servizio sono stati ampliati grazie a una collaborazione con la Fondazione Somaschi che ha messo a disposizione tre operatori: dal mese di agosto il Centro è così aperto il lunedì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30 e il mercoledì dalle 14 alle 18.

«Quelli passati sono stati mesi duri: durante il primo lockdown siamo stati costretti a chiudere completamente privando i nostri ospiti, per lo più senza fissa dimora, di un punto di riferimento per loro fondamentale. Successivamente abbiamo riaperto gradualmente le attività, ma limitando gli accessi alla mera fruizione dei servizi: la lavatrice, il computer per la scrittura del curriculum e la ricerca di lavoro e, a partire da questa primavera, i laboratori artistici realizzati insieme con la rete “Vicini di Strada”», racconta il referente del Centro, Alessio Cantaluppi.

Il referente del Centro, Alessio Cantaluppi

Aperto non vuol dire però che l’accesso sia libero: il numero di posti, per garantire il corretto distanziamento, è limitato a 12 persone e a tutti viene misurata la temperatura all’ingresso, mentre vige l’obbligo di tenere la mascherina.
«Per precauzione – afferma ancora l’operatore – dobbiamo limitare gli accessi in contemporanea così da garantire un adeguato distanziamento, ma fortunatamente l’estate è tradizionalmente un periodo dove i numeri sono bassi, ancor di più quest’anno in cui i flussi di nuovi arrivi sono ridotti come emerge dal confronto con gli altri servizi».


«Quando abbiamo detto alle persone che il centro non solo avrebbe riaperto, ma con orari ampliati, abbiamo avuto un rimando molto positivo. In tanti ci hanno ringraziato», continua Cantaluppi. «Del resto questo è davvero uno dei pochi spazi aggregativi rimasti in città per i senza dimora». Rispetto al periodo pre-Covid, “il Rifugio” del don Guanella è ancora chiuso, la Biblioteca comunale, spesso utilizzata come luogo di socializzazione e di svago (grazie alla disponibilità di giornali e riviste), è accessibile solo per il prestito libri.

«Per questo – conclude l’operatore Caritas – la speranza è di potenziare ulteriormente l’apertura del Centro diurno in vista del prossimo autunno-inverno. La collaborazione con la Fondazione Somaschi va proprio in questa direzione».
Ricordiamo che la sinergia con la Fondazione Somaschi è resa possibile anche grazie ai fondi che sostengono il progetto “Strade verso casa” finanziato dal Piano Operativo Nazionale Inclusione e dal FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti).