Crisi umanitaria in Bosnia: la rete Caritas-Ipsia invia aiuti. Ecco come contribuire

AVVISO IMPORTANTE

In tanti ci state contattando per organizzare raccolte di indumenti, scarpe e generi di prima necessità da destinare ai migranti bloccati in Bosnia. Vi invitiamo a NON farlo perché i nostri partner in loco ci comunicano la difficoltà organizzativa di gestire le pratiche doganali, l’arrivo e lo stoccaggio degli stessi beni.
La rete Caritas e Ipsia, in questo momento, ha scelto di procedere all’acquisto di quanto necessario direttamente in loco – così da sostenere anche la fragile economia locale – ed evitare difficoltà logistiche ed organizzative derivanti dall’arrivo e dalla gestione di ingenti quantità di materiali. 
Di fronte a questa situazione tutti coloro che intendono dare il proprio contributo per far fronte all’emergenza sono invitati quindi a contribuire economicamente agli sforzi della rete tramite una donazione in denaro.
Trovate gli estremi per donare in fondo alla pagina. Grazie!

13 gennaio 2021 – Almeno 900 persone, da quasi quattro settimane, vivono sotto ripari di fortuna in quello che è rimasto del campo di Lipa, località tra i boschi sulle alture della Bosnia Erzegovina a pochi chilometri dal confine con la Croazia. Dopo che la tendopoli temporanea che li ospitava è andata a fuoco, l’antivigilia di Natale, il 23 dicembre, le loro condizioni già molte precarie sono precipitate.

Senza acqua, né elettricità, né servizi igienici gli sfollati (tutti uomini, richiedenti asilo, provenienti per lo più da Pakistan e Afghanistan) sono costretti a scaldarsi accendendo piccoli falò.

Abbandonati a loro stessi, i profughi non hanno vestiti adeguati e scarpe per affrontare l’inverno. Possono contare solo un pasto al giorno che fornisce loro la Croce Rossa, l’unica organizzazione insieme alla Caritas e IPSIA autorizzata a operare. Un lieve miglioramento della situazione è atteso nei prossimi giorni.
I militari dell’esercito bosniaco hanno allestito delle nuove tende che dovrebbero garantire una sistemazione meno precaria.
Tuttavia non sono al momento previsti né allacciamenti idrici o alla rete elettrica che sarebbero fondamentali per affrontare i prossimi mesi invernali e assicurare standard igienico sanitari minimi, tanto più in mezzo a una pandemia che ha colpito duramente il Paese.

Nata come soluzione transitoria, Lipa avrebbe dovuto trasformarsi in un campo ufficiale. Ma il Cantone e la Municipalità si erano opposte alla decisione del Consiglio dei ministri di Sarajevo e non avevano dato corso ai lavori di adattamento necessari per assicurare una sistemazione dignitosa a 1.500 ospiti.

Una presa di posizione che aveva spinto l’International Organization for Migration (IOM) a ritirarsi dalla gestione. Tramontata l’ipotesi di adeguare l’accampamento di Lipa, nemmeno un possibile trasferimento a Bihac pare al momento un’opzione praticabile sempre per l’opposizione del sindaco della cittadina e delle autorità del Cantone di Una Sana, che a fine settembre avevano chiuso il campo di Bira, allestito in una ex fabbrica e si erano opposti strenuamente ad ogni tentativo di riapertura.
Una posizione intransigente sostenuta, per altro, da larga parte della cittadinanza.

Questa crisi civile, politica e istituzionale è all’origine della “catastrofe umanitaria” che IOM denuncia nella regione. Secondo l’organizzazione sarebbero almeno 3.000 le persone totalmente allo sbando, senza un posto dove stare, nel bel mezzo dell’inverno. Una situazione, tra l’altro, aggravata dai violenti respingimenti alla frontiera della polizia croata denunciati anche al Parlamento Europeo che impediscono ai migranti di proseguire il loro viaggio in Europa.

In queste gravissime condizioni umanitarie anche la Caritas diocesana di Como – impegnata da anni con progetti a favore dei migranti lungo la Rotta balcanica – ha deciso di dare il proprio contributo alla rete Caritas (Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana in primis) e a IPSIA nel portare aiuto ai disperati del Lipa.
 
È possibile contribuire con donazioni intestate a:
c/c bancario presso Credito Valtellinese
IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000
intestato Caritas Diocesana di Como – Viale Battisti 8 – 22100 Como
Causale: Emergenza Bosnia

I fondi serviranno a finanziare interventi di emergenza come l’acquisto di cibo, legna per riscaldarsi e cucinare, vestiti e kit di primo soccorso.

Articolo realizzato grazie alla collaborazione con Caritas Ambrosiana

 

Di seguito è possibile leggere e scaricare il dossier di Caritas Italiana – redatto in occasione della Quaresima 2021 – intitolato “Emergenza migranti – Sud-Est Europa”, che spiega nel dettaglio l’attuale situazione in quell’area martoriata del nostro continente e come sostenere le persone coinvolte.

Il dossier di Caritas Italiana

Avvento 2020: la Diocesi sostiene progetti Caritas per l’infanzia in Venezuela, Sud Sudan e nei Balcani