Venezuela allo stremo, ma gli aiuti umanitari continuano ad arrivare nonostante il Covid 19

29 luglio 2020 – Da circa tre anni la Caritas di Como – in sinergia con Caritas Italiana e Caritas Venezuela – collabora con l’associazione ALI Onlus (l’Associazione Latinoamericana in Italia Onlus) nell’ambito del progetto “ALI per Venezuela”, che grazie alla dedizione di numerosi volontari in tutta Italia promuove la raccolta, la catalogazione e la spedizione di farmaci e di presidi sanitari da destinare alla popolazione venezuelana stremata dalla crisi politica, sociale ed economica che ha investito il Paese in questi anni.
Inoltre, la stessa Caritas collabora anche con le Suore Agostiniane Recollette di Los Teques (a circa 40 chilometri da Caracas) che gestiscono una mensa del povero con circa mille commensali al giorno, accolgono minori maltrattati e bambini a rischio malnutrizione.
Sempre grazie alla sinergia con ALI è organizzata così anche la raccolta di latte in polvere per la corretta alimentazione e crescita di decine e decine di bambini da 0 a 3 anni. Proprio nel 2019 grazie alla collaborazione di Caritas, parrocchie e donazioni private sono stati raccolti oltre 1.200 kg di latte e inviati nel Paese.

L’emergenza Covid 19
In questi ultimi mesi, inoltre, il Venezuela – come altri Paesi latinoamericani – è stato colpito in modo massiccio dall’emergenza Covid 19 e i dati di queste ultime settimane confermano che la pandemia si sta diffondendo in modo esponenziale (da marzo a luglio i contagi sarebbero oltre 16mila secondo fonti internazionali), mettendo a dura prova la popolazione già stremata dalla povertà, il personale medico e le strutture ospedaliere.
Con un’aggravante: la prevenzione ovviamente è fondamentale, ma l’80% dei venezuelani non ha acqua potabile.
Gran parte di loro non può accedere all’acqua corrente, il sapone scarseggia, e il sistema sanitario è collassato da anni.
Nel Paese il 44% degli ospedali non ha elettricità in maniera continua e il 66% non ha acqua corrente tutte le 24 ore del giorno. Circa il 64% delle istituzioni sanitarie non ha macchinari per radiografie e il 90% non ha protocolli per terapie respiratorie, fondamentali per pazienti con il virus.

La pandemia, ovviamente, è la “ciliegina sulla torta” su un sistema sanitario in uno stato disastroso.
Evidentemente la situazione si complica. E pensare che in questi mesi l’attività di ALI è cresciuta assieme alla domanda sempre più incalzante di medicinali nel Paese.
Un lavoro impegnativo che, grazie alla rete nazionale e internazionale di aiuti, ha permesso di far arrivare nel Paese un grande quantitativo di farmaci e presidi sanitari che ha dato la possibilità a migliaia di pazienti di potersi curare in modo continuativo con la disponibilità delle terapie per la cura delle loro patologie. Un buon risultato anche se ancora tanto lavoro va fatto nei mesi a venire.

I dati delle ultime spedizioni di medicinali in Venezuela
All’inizio del 2020, ALI ha coordinato una spedizione via aerea di circa 430 kg di materiale medico, che è arrivata nei tempi previsti (15-20 giorni) ed è stata consegnata a Caritas Venezuela e ad altre istituzioni. Purtroppo in Italia – siamo a marzo 2020 – inizia il lockdown e l’attività di ALI si ferma nonostante tanti aiuti umanitari siano depositati nei vari centri italiani di raccolta. Nonostante ciò, fortunatamente, si sblocca la graduale consegna alla Caritas Venezuela di Caracas di oltre 10 tonnellate di materiale sanitario, tra cui un laboratorio di analisi consegnato alla Sociedad Anticancerosa di Maracay Aragua.

Nel frattempo, dopo il lockdown, i centri in Italia riprendono il loro lavoro e, fino a oggi, sono stati inviati circa 1500 kg di presidi, di cui 115 kg di latte. Ricordiamo che tutto questo è stato possibile grazie al progetto realizzato con Caritas Bologna e il Banco Farmaceutico. Ma le sinergie tra Caritas Italiana, Caritas Como, Caritas Bologna, Caritas Ambrosiana e Uffici Missionari di Roma fanno sì che, nonostante tutti i disagi, la pandemia e le innumerevoli problematiche del Venezuela, gli aiuti di ALI arrivino e siano di grande sollievo per una fetta non indifferente di popolazione.

Per questi motivi, l’Associazione Latinoamericana in Italia auspica che le sinergie in atto con tante realtà caritative italiane – e quindi anche con la Caritas diocesana di Como – possano continuare anche nei prossimi mesi, vista la crisi infinita di questo grande Paese.

(Nelle foto in alto, gente che protesta a Caracas
e l’emergenza Covid 19 che si sta diffondendo in Venezuela)

Claudio Berni

 

Il progetto “ALI per Venezuela”

L’Associazione Latinoamericana in Italia (ALI) è nata nel febbraio del 2004, nella Valle Peligna abruzzese, per volontà di un gruppo di italo-venezuelani desiderosi di condividere, attraverso attività culturali e artistiche, il loro bagaglio di esperienze di vita e di solidarietà colmato durante il loro percorso d’immigranti nelle terre dell’America Latina.

L’associazione, attraverso il progetto “ALI per Venezuela”, si è alleata con il Programma di Aiuto Umanitario per il Venezuela (Programa de Ayuda Humanitaria Para Venezuela – PAHPV INC), organizzazione no profit, nata negli Stati Uniti, con l’obiettivo di dare un modesto contributo per far fronte alla sempre più grave emergenza sanitaria che colpisce la nazione sudamericana, attraverso la raccolta e spedizione di medicinali e presidi sanitari.

In Italia quest’attività è iniziata alla fine del 2015 con il Centro di raccolta aperto a Sulmona (Abruzzo) dal dott. Edoardo Leombruni, presidente di ALI e coordinatore del PAHPV in Italia e divenuta Onlus nel 2017.
Oggi, con il progetto “ALI per Venezuela” sono nati 29 centri di raccolta in diverse città italiane che riuniscono 250 volontari.

Aggiornamenti dalla pagina Facebook di ALI


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