L’emergenza Covid-19 arriva lungo la Balkan Route. I Social café chiedono aiuto

20 marzo 2020 – Negli ultimi giorni anche i Paesi attraversati dalla Rotta balcanica hanno visto chiudere le frontiere, le scuole e le attività commerciali eccetto quelle di beni alimentari e poco altro a causa della diffusione del Coronavirus.

La popolazione locale come da noi è tenuta a restare al domicilio salvo urgenze. Anche i campi profughi presenti in Serbia e in Bosnia, che ormai conosciamo bene per averne sostenuto le attività psico sociali insieme a IPSIA, Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana da più di due anni, sono oggi “blindati”.

Nessuno entra, nessuno esce. Non è difficile immaginare come saranno di qui a poco le condizioni di vita dentro il Bira Camp a Bihac, ad esempio, dove 2000 persone vivono in una ex fabbrica di frigoriferi.

Qui il report della nostra ultima missione

Rotta Balcanica: report della missione Caritas Como in Bosnia del febbraio 2020

Le attività del Social Cafè per il momento proseguono, adottando da parte dei volontari e degli operatori tutte le precauzioni del caso. Sospese invece tutte le attività di aggregazione pomeridiane, che erano l’unica occasione di svago e socializzazione per tantissimi ospiti del campo. I bambini che fino a settimana scorsa potevano frequentare la scuola sono ora costretti a stare all’interno dei campi profughi.

Significa che le persone, famiglie intere, ancora in transito attraverso i Balcani, quando verranno intercettate nel tentativo di passare la frontiera, non verranno più portati in questi campi ma condotte in campi di nuova creazione, come la tendopoli che si sta costruendo nel cantone di Una Sana, vicino a Bihac, in località Lipa.

Il rischio reale è che, anche qui, le condizioni diventino presto insostenibili. Sono ancora nella nostra mente le immagini di quello che, dall’estate scorsa fino a dicembre, fu il campo di Vucjak, allestito poco fuori da Bihac in mezzo al nulla.

Insomma, siamo di fronte a una vera emergenza nell’emergenza. In Paesi dove anche per la popolazione locale le possibilità di cure adeguate in caso di epidemia sono ridotte ai minimi termini (per mancanza di personale e di strutture sanitarie adeguate), i migranti sono ancora una volta l’anello debole.

Ci auguriamo, per loro e per tutti, che il Covid non lasci sul campo la scia di morte e disperazione che ha lasciato in Cina e sta lasciando da noi in Italia, in particolare in Lombardia. Continuiamo come possiamo a sostenere le attività di chi, con coraggio e abnegazione, sceglie ogni giorno di stare accanto agli ultimi.

La raccolta fondi per sostenere le attività della rete Caritas lungo la Rotta balcanica è sempre aperta, in cambio della vostra donazione riceverete un augurio di Pasqua personalizzato Social Cafè (purtroppo dobbiamo adattarci a modalità “a distanza”, quindi chiediamo a chi deciderà di fare un bonifico a Caritas Como per la Balkan Route di avvisarci anche con una mail a info@caritascomo.it oppure con un messaggio whatsapp al numero 371 3637359 così da potervi inviare l’augurio personalizzato!).

Vi ricordiamo che è sempre possibile sostenere economicamente i progetti Caritas lungo la Balkan Route 

Per inviare offerte alla Caritas Diocesana di Como
CAUSALE “PROGETTO BALKAN ROUTE”:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226intestato Caritas Diocesana di Como – Viale Battisti 8 – 22100 Como
  • bonifico su c/c postale – IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226intestato Caritas Diocesana di Como – viale Battisti 8 – 22100 Como
  • Credito Valtellinese – IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000intestato Caritas Diocesana di Como – viale Battisti 8 – 22100 Como

Regali solidali

Segnaliamo inoltre che è possibile sostenere la Balkan Route anche attraverso la campagna regali solidali di Caritas Ambrosiana che consentirà di acquistare materiale igienico, ricreativo e abbigliamento per i bambini e i minori non accompagnati presenti nei campi profughi BIRA e SEDRA in Bosnia. Per saperne di più visita il sito dedicato https://regalisolidali.caritasambrosiana.it/

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