Quaresima di Fraternità: i progetti Caritas in Eritrea, Sud Sudan, Venezuela e lungo la Balkan Route

Anche quest’anno la Caritas diocesana di Como, insieme al Centro missionario diocesano, invita le parrocchie e i fedeli della diocesi di Como a partecipare alla Quaresima di Fraternità che permetterà di finanziare progetti in dieci Paesi del mondo a sostegno di missionari, originari della Diocesi di Como, o associazioni e realtà con cui Caritas intrattiene da tempo legami di amicizia e collaborazione.

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Di seguito il dettaglio dei quattro progetti la cui realizzazione sarà seguita direttamente dall’area internazionale della Caritas diocesana.

ERITREA

Richiesta contributo per lo stipendio dei maestri della Scuola San Francesco a Massaua

E’ dal luglio del 2018, cioè da quando l’Eritrea e l’Etiopia, dopo 18 anni di una penosissima situazione di “non pace non guerra”, hanno firmato la dichiarazione di pace e si sta assistendo a un fenomeno nuovo, di grande movimento, quasi biblico, di masse; Il vortice si è portato via anche molti alunni della scuola diretta da Padre Protasio Delfini, cappuccino eritreo, ed è calato anche il numero di insegnanti. La Scuola Media Superiore San Francesco è una scuola pubblica, aperta a tutti, senza alcuna discriminazione per ciò che riguarda sesso, religione e razza; un luogo dove, insieme allo sforzo per offrire un’adeguata educazione scolastica agli alunni, viene curata la formazione umano-religiosa dei medesimi, basata sulla tolleranza e il rispetto delle differenze razziali, linguistico-religiose. Questa sua caratteristica e la serietà con cui è condotta e, in più, la disciplina e l’eccellente riuscita dei propri alunni, la fanno emergere fra le migliori scuole a livello nazionale. Data l’impossibilità di trovare liberi professionisti nel campo educativo, frutto di anni di guerra e di leva militare obbligatoria e a tempo indeterminato, la scuola si orientò su personale governativo del vicino Istituto di Scienze Marine, assunto con un contratto a termine. Tre anni fa, però, il Governo promulgò una direttiva nella quale vietava ai propri dipendenti di avere un secondo lavoro; per cui ai maestri che provenivano dall’Istituto di Scienze Marine, proprio nel momento in cui gli alunni stavano dando gli esami per la chiusura del primo semestre, venne dato l’ordine di ritirarsi immediatamente dall’insegnamento nella scuola San Francesco. Dopo faticose trattative il Ministero dell’Istruzione concesse sei professori con l’ingiunzione di provvedergli vitto, alloggio e stipendio. Al secondo anno scolastico, cioè il 2017-18 vennero assegnati 19 maestri, dei quali il Ministero dell’Istruzione provvedeva allo stipendio. All’inizio di quest’anno 2018-2019, invece, il medesimo Ministero, destinando ancora 19 professori alla scuola San Francesco, ha inviato una circolare in cui si diceva che doveva essere versato nelle casse del Governo l’equivalente dello stipendio che il medesimo dava a loro; un ordine arrivato proprio al momento delle iscrizioni a scuola, per le quali già dall’anno scolastico precedente, visto che i maestri venivano pagati dal Governo, era stata dimezzata la quota d’iscrizione; un’imposizione, quella di questo anno, che ha mandato in crisi la scuola. Infatti, vista la grande crisi economica che ha messo in ginocchio il Paeseera impensabile chiedere alle famiglie di pagare una tassa sufficiente per lo stipendio da dare ai maestri. Il progetto vuole garantire la copertura di circa un quinto degli stipendi degli insegnanti della scuola San Francesco per l’anno scolastico 2018-2019.

Importo: 10.000 euro.

 

VENEZUELA:

Ristrutturazione area sanitari del Seminario Diocesano “San Tommaso D’Aquino” di Palmira, Diocesi di san Cristobal

La situazione socio economica in Venezuela negli ultimi cinque anni è stata una escalation di iperinflazione e carenza strutturale di beni di ogni genere. Non solo alimenti, farmaci, ma anche beni materiali di qualsiasi tipo necessari per effettuare riparazioni e sostituzioni sono sempre più introvabili. Sotto il regime del presidente Maduro la popolazione ha iniziato a soffrire la fame e a non potersi più curare. Ciò ha portato milioni di persone a lasciare il paese verso gli stati limitrofi o verso Europa e Stati Uniti. Chi è rimasto deve lottare ogni giorno per la sopravvivenza. Per i giovani e le famiglie venezuelane una realtà come il seminario Diocesano di Palmira, nella diocesi di San Cristobal, è non solo un punto di riferimento per la formazione umana e spirituale dei giovani, numerosi, che lo frequentano, ma anche un modo per sperare che almeno lì i propri figli possano riuscire a mangiare, studiare e curarsi in caso di bisogno. Anche il seminario vive in ristrettezze in questo momento poiché le donazioni di cibo dai villaggi limitrofi scarseggiano e ancor di più i fondi per provvedere alla manutenzione del seminario stesso, una struttura costruita una trentina di anni fa e che necessita di interventi importanti soprattutto nell’area docce e sanitari, essenziale per garantire dignità e igiene ai ragazzi che lo abitano. L’edificio “Getsemani” dedicato alla Filosofia nel seminario diocesano ha la capacità di accogliere 75 seminaristi in 25 stanze disposte su tre piani e 4 sacerdoti impegnati nella formazione dei ragazzi. Su ogni piano c’è un’area docce e sanitari. Attualmente sono 46 i giovani accolti in questo edificio. Le vocazioni sono in fase di aumento e in questo momento di difficoltà nel paese la Chiesa e la formazione dei nuovi sacerdoti sono un segno vivo di speranza per tutti.

Importo: 7.000 euro.

SUD SUDAN

Aiuto alimentare per gli studenti dell’Università cattolica di Wau

Grazie all’attività in loco di Matteo Perotti, laico missionario originario della Diocesi di Como, in Sud Sudan dal 2011, è stato possibile in questi anni sostenere attraverso progetti di micro credito gli studenti più meritevoli della facoltà di agraria dove Matteo stesso insegna. La situazione in Sud Sudan tuttavia è sempre più critica e recentemente la priorità è quella di garantire agli studenti la possibilità di alimentarsi adeguatamente per poter avere la lucidità di affrontare le lezioni e recepire gli insegnamenti. Lo sforzo economico per poter frequentare l’università è già di per sé immenso, tanto che agli studenti sovente non restano nemmeno i soldi per comprare del cibo. Spesso i ragazzi mangiano a giorni alterni perché anche solo un pasto al giorno è difficile da procurare. Basterebbe l’equivalente di un dollaro al giorno per poter garantire una alimentazione adeguata, benchè minimale, a questi giovani ragazzi in formazione. Il progetto prevede di poter aiutare nell’alimentazione 50 studenti, 20 ragazze e 30 ragazzi, in modo che possano completare l’anno scolastico in corso in condizioni sufficientemente dignitose. Come Matteo testimonia basta poco per donare forza e attenzione a questi giovani che ancora credono nello studio come una possibilità non solo di riscatto personale ma anche di speranza per il proprio martoriato paese.

Importo: 5.000 euro.

BALKAN ROUTE

Sostegno alle attività psico-sociali e di assistenza ai profughi bloccati in Serbia e Bosnia

La rotta dei Balcani percorsa ogni giorno da migliaia di profughi provenienti prevalentemente da Pakistan, Afghanistan, Iraq, Iran è ancora aperta nonostante le enormi difficoltà che i migranti incontrano nel tentativo di giungere in Europa. Proprio perché ci sono delle zone in cui si radunano i migranti in attesa di entrare in Croazia e Slovenia e poi recarsi in Italia o Germania o altri paesi europei dove chiedere asilo, Serbia e Bosnia si sono attrezzate per offrire un minimo di accoglienza e assistenza ai singoli e alle famiglie stremate da viaggi lunghi e pericolosi. Se in Serbia i campi profughi sono organizzati da più tempo e, come a Bogovadja, vedono il coinvolgimento della Caritas locale e di altre realtà quali IPSIA Acli, Caritas Ambrosiana, Caritas di Como (dal 2018), in Bosnia la situazione è più precaria, con un grande coinvolgimento della Croce Rossa bosniaca, di IPSIA Acli, delle Caritas Diocesane di Lombardia e di altri attori del privato sociale che si adoperano per prestare assistenza, in particolare in un periodo invernale dalle temperature rigide e dalle forti precipitazioni nevose. Per chi è bloccato sulla rotta balcanica da più tempo, come chi si trova nei campi in Serbia, la priorità è dare un senso alle giornate, tenersi attivo e sentirsi ancora utile e coinvolto. Dal 2017 è stato creato a Bogovadja il Social Cafè dove gli ospiti del centro sono coinvolti direttamente nel servizio ai loro compagni. Sia d’estate che d’inverno vengono organizzati dei campi di animazione per i giovani e i bambini, ai quali hanno partecipato come volontari anche due ragazzi della Diocesi di Como. Il progetto mira a continuare il sostegno ai migranti lungo la Balkan Route in base ai differenti bisogni che sono emersi e che emergeranno in una situazione per definizione mutevole, contando sulla regia di IPSIA Acli e la collaborazione delle Caritas lombarde e di Caritas Italiana. Sono profughi che non si vedono al telegiornale, che non fanno notizia, che non muoiono nel Mediterraneo, ma che vengono quotidianamente umiliati, picchiati e derubati dalle stesse polizie di frontiera per farli desistere dall’accedere all’Unione Europea. Persone con una vita, una storia, una famiglia e un sogno di futuro, che non avrebbero mai affrontato un viaggio così rischioso e faticoso se la speranza di un futuro migliore non fosse più grande della paura di perdere tutto.

Importo: 10.000 euro.

 

Come chiedere informazioni
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scopri di più: caritas.diocesidicomo.it

Per contribuire ai progetti della Quaresima di Fraternità
CAUSALE “INDICARE IL PROGETTO CHE SI INTENDE SOSTENERE”:

Versamenti bancari:

Intestare a: Diocesi di Como – Ufficio Missioni, Banca Popolare di Sondrio – Como Ag. N. 1

IBAN: IT23 Y056 9610 9010 0000 9015 X65

Per posta:

Conto Corrente Postale n. 1018603314.

Intestare a: Diocesi di Como – Ufficio Missioni